Dove siamo: Colle Brianza

© Angelica Perego

Pikniq si trova a Campsirago, frazione di Colle Brianza (LC), in via delle noci 7.

Per arrivare a Colle Brianza:
– da Lecco: SS 583 in direzione Milano; a Pescate girare a destra lungo la SP 60; a Galbiate girare a sinistra e continuare per la SP 58;
– da Como: SS 342 in direzione Bergamo; a Rovagnate girare a sinistra in direzione Santa Maria Hoé lungo la SP 58;
– da Bergamo: SS 342 in direzione Como; a Rovagnate girare a destra in direzione Santa Maria Hoé lungo la SP 58;
– da Milano: tangenziale Est in direzione Usmate-Velate; proseguire sulla SS 342 dir; all’altezza di Calco girare a sinistra lungo la SS 342; a Rovagnate girare a destra in direzione Santa Maria Hoé lungo la SP 58.

Con i mezzi pubblici:
– dalla stazione di Lecco bus D55 per Oggiono/Annone;
– dalla stazione di Olgiate Molgora bus D84 per Ravellino.

Un po’ di notizie sul nostro paese… e sul nostro borgo:

Superficie: 8,44 kmq
Altezza s.l.m.: da 460 m. a 877 m.
Abitanti: 1708
Provincia: Lecco
CAP: 23886
Denominazione abitanti: collesi
Patrono: san Michele (festeggiato il 29 settembre)

Clima
Temperature medie stagionali:
primavera: minima 4° C, massima 17° C
estate: minima 10°, massima 32° C
autunno: minima 2° C, massima 10° C
inverno: minima -10° C, massima 5° C

© Eleonora Matarrese

La storia
Colle Brianza già nel nome racchiude la sua importanza. La tradizione vuole, infatti, che il nome Brianza sia nato proprio qui, nel territorio di questo antico borgo a metà strada tra il lago di Lecco e Milano, per poi allargarsi all’intera area che oggi viene identificata così.
Per quanto riguarda l’etimologia, il nome Brianza sembra derivare dal celtico brig “colle; altura”, che ancora si mantiene con lo stesso significato ancora oggi – per lo più nella forma bricch – in molti dialetti dell’Italia settentrionale, tra cui il brianzolo.
Colle è un paese suggestivo e affascinante, che conserva la bellezza immutata dei secoli passati e che, forse per il fascino incontaminato della natura che lo circonda, è stato sin dalla sua fondazione un luogo di meditazione e forte spiritualità.

Fin dall’epoca romana sembra, infatti, che sul territorio di Colle Brianza fosse localizzato un tempio dedicato a Giove – da cui derivererebbe il toponimo Giovenzana, una delle frazioni del paese – e uno a Giano – sull’attuale Monte Genesio, che proprio dal dio bifronte farebbe derivare il suo toponimo – e alcuni documenti medioevali attestano l’importanza della chiesa di san Vittore e delle altre tre chiese allora presenti in paese. Oggi la forte spiritualità di Colle Brianza è testimoniata dalle ben undici chiese (moltissime, se si pensa alle dimensioni del comune!) e dalle numerose cappelle ed edicole che costellano campi, case e vie.

Colle naturalmente non era un paese dedicato solo alla religione e alla spiritualità: molti sono gli elementi che suggeriscono che qui passava un’antica via di comunicazione, un’arteria strategica che collegava le fortezze del Monte Barro con quella di Hoé e che permetteva di evitare le pericolose zone paludose sottostanti.
Diventato il crocevia tra importanti fortezze, il territorio di Colle Brianza vide sorgere nel corso dei secoli diverse frazioni, luoghi di commercio (Università del Monte) e di sosta, come Tegnone, Nava e Cagliano. Proprio queste saranno i nuclei abitativi che daranno vita a Colle Brianza, fondendosi nel 1927 in un unico comune.

Collocato in posizione elevata, adatta a controllare le zone sottostanti, nel Medioevo lo stesso Colle divenne luogo di fortificazioni e, già dal 1200, sembra che la cima del Monte di Brianza venisse denominata Castellaccio, a testimonianza della presenza di rocche e bastioni nella zona. Probabili residui di sistemi di difesa, del resto, sono visibili anche oggi, come la Tor di Bestetto e il complesso del Campanone.

Oggi Colle appare come un borgo tranquillo e accogliente, ideale per passeggiate culturali e naturalistiche, un luogo perfetto per chi cerca una pausa dalla routine quotidiana.
Moltissimi sono i percorsi naturalistici, tra antichi nuclei rurali, chiese in campagna, boschi e sentieri campestri, scorci magnifici come il monte Crocione, vetta del territorio e meta preferenziale per i ciclisti.
Elementi di cultura romana e medioevale, dalla toponomastica all’architettura del paese, fanno di Colle un luogo unico, tra i più suggestivi dell’intero territorio lecchese, incorniciato da boschi e prati i cui colori sono imperdibili in ogni stagione dell’anno.

Colle Brianza frazione per frazione

Colle è composto da antichi e suggestivi nuclei rurali, le frazioni, che possono essere considerate il vero cuore del paese, a cominciare da Bestetto, uno dei più antichi rioni del paese.
Già dal XII secolo si trovano testimonianze scritte della sua esistenza, e dal 1200 al 1300 è attestata la presenza di una comunità di Umiliati.

Altrettanto interessante è la frazione Nava, oggi sede del municipio, la cui origine, discussa e incerta, si perde nel fascino dei secoli passati.
Nel Medioevo era spesso confusa con il Monte di Brianza e, probabilmente, deve la sua origine alla via strategica di comunicazione tra il Monte Barro e Santa Maria Hoé.

Ravellino, precedentemente nota con il nome di Tegnone, è posta su una strada di notevole interesse sin dall’antichità e divenne, nel tempo, un importantissimo centro di scambi, commerci e sosta.
La sua storia appare certa a partire dal XIII secolo, epoca in cui, come attestano diversi documenti notarili, vi sorgeva un mercato, un ospedale con una piccola chiesa dedicata a santa Maria e un’altra comunità di Umiliati.
A Ravellino si hanno notizie anche di una chiesa dedicata a san Giacinto, oggi perduta.
Proprio a Ravellino, che mutò nome dal precedente Tegnone nel 1860, adottando il nome della sorgente che alimenta la fontana del paese, nacque nel 1577 l’illustre storico Giuseppe Ripamonti e una lapide apposta sulla sua casa natale ne costituisce oggi il principale ricordo.

Di origine latina sembra invece essere il borgo di Cagliano, il cui toponimo sembrerebbe derivare da Callis Ianus, ovvero “strada pedonale per il tempio di Giano”, situato a san Genesio.
Il nucleo abitato fu forse pensato come centro per ospitare guarnigioni atte a controllare la vallata sottostante.

Intorno alla parola latina dominus sembra ruotare la nascita di Giovenzana e del suo patrono, san Donnino, di cui ad oggi non si hanno notizie certe.
La chiesa della frazione è databile intorno al 1600 (la parrocchia venne istituita nel 1609), ma già nel 1400 viene citata come comune autonomo.

Altrettanto affascinanti sono le restanti frazioni del paese: Piecastello, Scerizza, Scerizzetta e Panizzera.
Luoghi di interesse
Colle Brianza offre angoli e luoghi di interesse tanto agli appassionati di cultura quanto agli amanti di rilassanti passeggiate.
Ogni frazione e ogni località del paese è caratterizzata da suggestivi edifici rurali, legati ad un passato ancora perfettamente conservato da attraenti chiese, edicole e scorci naturalistici unici.
Il Crocione
Eretto nel 1937 e benedetto lo stesso anno dall’allora parroco di Nava don Antonio Prandoni.
La precedente croce è stata sostituita, visto l’avanzato stato di deterioramento, all’inizio degli anni Novanta e quella attuale ha ricevuto la benedizione da parte di Monsignor Giuseppe Molinari.
Il monte Crocione è alto 879 m s.l.m..
Terminon
La località segna il confine tra i comuni di Colle Brianza, Valgreghentino e Galbiate.
La cappella Madonnina dell’Alpe è stata costruita nel 1994 a ricordo delle fatiche e del duro lavoro nei boschi degli abitanti del paese.

Monte di Brianza
Con i suoi 889 m s.l.m., il punto più alto del Monte di Brianza è anche quello più elevato della Brianza, un’area che si estende da Monza a Lecco e trova in questo punto il suo “tetto” massimo.
Chiesa di san Donnino a Giovenzana
Non si hanno notizie certe relative a questo santo patrono. L’attuale chiesa risale al XVII secolo e nel 1609 è attestata la presenza di una sede parrocchiale.
La Tor
La torre di Bestetto, di cui oggi rimangono solo i resti, risale al Medioevo.
Le tracce e la sua collocazione (la strada che da Castello porta a Colle) sembrano indicarla come parte di una fortificazione anticamente eretta a difesa del Monte di Brianza.
La chiesa di san Martino a Bestetto
Piccola chiesa di pregevole fattura, nei manoscritti medioevali viene spesso confusa con la chiesa di santa Maria in Tegnone.
L’iscrizione trovata su una trave laterale, che riporta l’anno 1213, ne colloca la costruzione in piena età medioevale.
Il primo documento scritto che la cita correttamente risale però al 1567, e in esso si attesta anche la presenza di un battistero.
Chiesa di Nava dedicata a san Michele e alla Sacra Famiglia
Una vera e propria commistione di influssi differenti.
La chiesa risale al XVI secolo, ma la decorazione interna è dei primi anni del Novecento.
Il campanile, eretto nel secolo scorso, sorge su un basamento quadrangolare di una torre più antica, risalente al XII-XIII secolo.
La vera attrazione è però all’interno della sacrestia: un prezioso dipinto cinquecentesco su legno dal soggetto inconsueto: “L’allegoria del vino eucaristico”. La tavola raffigura al centro il patriarca Noè che pianta una vite, gli apostoli che raccolgono i tralci, poi pigiati da san Pietro. In una vasca giace il Cristo sopra il quale è avvitata la croce; dalle sue piaghe sprizza il sangue.
La scena della chiusura delle botti da parte di un re e di alcuni alti prelati si svolge in un atrio buio, forse per sottolineare l’ambiente di corruzione della chiesa di quel periodo.
In alto è raffigurata la storia di un giovane che bussa alla porta di un convento, si prostra davanti a un frate e, infine, vestito l’abito sacerdotale, distribuisce l’Eucaristia sotto la specie del vino.
Il lavatoio di Ravellino
La sua importanza storico-culturale è data dalla base di granito della vasca più piccola, che costituirebbe il coperchio di un sarcofaco ed è da far risalire al periodo alto-medioevale.
Chiesa dedicata alla Madonna della Cèriola a Ravellino
Risale presumibilmente al XVI secolo. Al suo interno è conservata una preziosa pala d’altare dei primi anni del Seicento raffigurante la presentazione al Tempio di Gesù e la purificazione di Maria.
© iBrianza
Madonna del Sasso
Il santuario della Madonna del Sasso venne eretto nel secolo scorso per ricordare l’apparizione della Vergine il 23 luglio 1657 alla signora Giovanna Fumagalli. Le testimonianze dicono che la Madonna apparve per ben tre volte nella cosiddetta “valle dei Sapelli” e operò prodigiose guarigioni, registrate nell’archivio parrocchiale di Giovenzana.
San Nicola
La piccola chiesa è da far risalire al XIV-XV secolo. Le prime testimonianze scritte, tuttavia, si trovano solamente a partire dal XVIII secolo, quando l’edificio sacro venne ampliato e ristrutturato.
All’interno si trova una statua di san Nicola, precedentemente venerata nell’oratorio di san Genesio.
L’attuale statua della Madonna del Carmine è del 1841.
Chiesa di san Giuseppe a San Genesio
Completamente ricostruita dai frati camaldolesi nel XIX secolo su una chiesa antecedente. Particolarmente suggestivo è il giardino alle sue adiacenze.
Chiesa di san Materno a Cagliano
Ha una struttura ben conservata che probabilmente risale al XVI secolo.
Da notare, inoltre, in zona, alcune cascine di varie epoche abbastanza ben conservate. Su una di queste si può osservare una bellissima edicola della Madonna.
Il Campanone
Oggi di proprietà privata, è visitabile in poche ricorrenze nel corso dell’anno. Molti sono i manoscritti antichi che gli attribuiscono una Università (dal punto di vista artigianale), ma rari sono i riscontri concreti.
L’intero complesso è antecedente al 900 e di grande rilevanza archeologica.
La chiesa di san Vittore risale al XIII secolo e sotto il suo altare, nel 1500, fu ritrovata un’importante epigrafe risalente al V secolo.
La chiesa di Brianza era un centro di potere e con una forte tradizione. Il Campanone è un rifacimento sicuramente posteriore al XVI secolo di una precedente torre sulla cui funzione ci sono oggi pareri discordi.

A decorazione di moltissime cascine del paese, le icone dipinte rendono Colle uno dei pochi borghi ad averne conservate in così grande quantità. Le icone venivano dipinte per proteggere le famiglie e aiutarle nella vita di campagna. Possono essere viste ad esempio a Scerizza e presso le cascine L’Alpe e Fumagallo.

Campsirago

© Eleonora Matarrese

È la più rurale tra le frazioni di Colle Brianza.
Il toponimo sembra derivare dalla frase latina Campsi Sirati, con il significato di “terra coltivata con presenza di silos”, cosa che sembra confermare la tradizione agricola antichissima del luogo.
Verosimilmente la piccola comunità conservava raccolti e cibo nei silos, situati sotto terra, ed era così autosufficiente anche nel periodo invernale.

© Eleonora Matarrese